#GreenMediaMonday: la crisi idrica al tempo del Covid

#GreenMediaMonday: la rubrica di news sulla sostenibilità di Green Media Lab.

La lotta al Covid passa dal lavarsi le mani, ma il consumo procapite è quasi raddoppiato mettendo a rischio le riserve idriche italiane. 

La lotta al Covid passa dal lavarsi le mani

Lavarsi le mani è la più efficace difesa contro ogni batterio e ogni virus e, in termini di prevenzione, è più importante persino di guanti e mascherine. Lavarsi le mani oggi più che mai è diventato un gesto ed un rituale fondamentale per la nostra salute. Un gesto che deve essere ripetuto più volte ogni giorno e che è diventato ormai essenziale.

Durante il giorno, le mani vengono a contatto con numerosi oggetti, con animali e con alimenti dove sono presenti di microrganismi tra cui anche il Covid-19.

Troppo spesso il lavaggio delle mani viene fatto frettolosamente e in maniera superficiale. Per essere eseguito in modo corretto, deve essere fatto con acqua corrente calda e sapone. E, secondo le indicazione dell’Organizzazione mondiale della sanità, l’azione disinfettante non deve durare meno di 40-60 secondi. 

Il consumo idrico in Italia

Il consumo medio giornaliero di acqua è pari a circa 220 litri per persona. Il 37% del volume totale immesso nelle reti comunali di distribuzione dell’acqua viene però disperso a causa delle inadeguatezze strutturali.

Solo una piccola parte del volume totale consumato dagli italiani è impiegata per cucinare e per bere mentre la maggior parte è usata per usi non alimentari: lavarsi, lavare panni e stoviglie, l’innaffiamento.

Ad esempio, ogni volta che tiriamo lo sciacquone del gabinetto si consumano 8 litri di acqua.Da un rubinetto aperto al massimo escono 8 litri di acqua al minuto e 480 litri in un’ora, ossia quasi mezzo metro cubo di acqua.Un rubinetto che perde 30 gocce d’acqua al minuto spreca 200 litri in un mese e 24 metri cubi d’acqua in un anno. 

Purtroppo nei paesi più sviluppati siamo abituati a sprecare moltissima acqua è quindi ormai necessario ottimizzare i consumi d’acqua, tenendo conto anche del risparmio economico che ne conseguirebbe.

 

Al contempo è importante mettere in prospettiva la questione.

Se si pensa che nei paesi meno ricchi del mondo anche solo 2 litri di acqua pulita sono fabbisogno prezioso ed essenziale per la sopravvivenza dei bambini, ci si rende conto del valore di questa importante risorsa.

A livello globale 785 milioni di persone non hanno ancora la disponibilità di acqua potabile.

Nel 2017, circa il 60% della popolazione dei paesi sviluppati e solo il 38% nei paesi in via di sviluppo aveva un impianto di lavaggio delle mani con acqua corrente all’interno delle proprie abitazioni, lasciando circa 3 miliardi di persone senza tali strutture.

Nel 2016, un terzo di tutte le scuole primarie mancava di acqua potabile, servizi igienico-sanitari, incidendo sull’istruzione di milioni di giovani studenti.

 

Un’altra emergenza

Ma la questione si aggrava nel momento in cui si considera che oltre all’emergenza Covid 19 c’è un’emergenza che è ingiustamente passata in secondo piano, quella ambientale.

Nel mondo infatti circa un terzo dei paesi presenta livelli medio-alti di stress idrico. Quasi tutti i paesi che hanno registrato uno tali livelli si trovano nell’Africa settentrionale, nell’Asia  centro-occidentale e meridionale. Questi livelli indicano gravi difficoltà nell’approvvigionamento di acqua dolce durante alcune periodi dell’anno.

 

Anche l’Italia è colpita dai cambiamenti climatici

Negli ultimi decenni, in Italia si è andata creando una situazione climatica caratterizzata da una diminuzione delle precipitazioni. In particolare, negli ultimi anni sono stati registrati prolungati periodi di siccità che hanno determinato situazioni di emergenza idrica in gran parte del territorio nazionale. Questo ha determinato un aggravarsi di situazioni già precedentemente delicate o a rischio.

Tale situazione si pone in un quadro regionale, che vede le piogge di Marzo diminuite del 34,6% rispetto a Marzo 2019. Di conseguenza i fiumi sono appena sopra i livelli del minimo deflusso vitale.

Per quanto riguarda i grandi laghi il loro livello idrico è sceso sotto la media storica. Per esempio il lago Maggiore è ora a meno del 60% del riempimento, il lago di Como al 20% del riempimento e d’Iseo al 27% del riempimento. L’unico bacino italiano a godere di ottima salute è quello del Garda, ora ad oltre il 92% del riempimento.

 

Il consumo idrico ai tempi del Covid

Secondo le analisi dei dati effettuate da Gruppo CAP, gestore del servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano, l’impatto del Covid-19 nel milanese si può interpretare attraverso la lettura dei consumi idrici, che registrano un incremento dell’8% sul consumo domestico. Mentre, a seguito del sostanziale blocco del sistema produttivo, l’utilizzo nei settori dell’industria, del commercio e dell’artigianato è calato del 17%. Segno evidente di come il Covid-19 abbia colpito i settori produttivi, fatto salvo il comparto alimentare che tradizionalmente è uno dei più grandi consumatori di acqua insieme all’agricoltura.

Di fondamentale importanza è quindi considerare la nostra impronta idrica e ridurre dove possibile gli sprechi di questa risorsa così preziosa.

 

Per evitare sprechi e diminuire i consumi si possono inserire nei rubinetti i riduttori di flusso, che permetteranno di abbassare il flusso fino al 50%. I riduttori sono dei piccoli cilindri che si avvitano all’interno del rubinetto e che miscelano l’acqua con l’aria. Il risultato che si ottiene è quello di “gonfiare” il volume d’acqua che esce.

 

In primis, il modo più efficace per ridurre i consumi e gli sprechi è cambiare piccole abitudini quotidiane, come chiudere il rubinetto mentre ci si lava le mani o i denti. Questa, potrebbe sembrare un’azione poco impattante, ma nella sua semplicità permetterebbe di risparmiare almeno 40/50 litri al giorno per persona. Numero che, se moltiplicato per la popolazione italiana, diventa rilevante.

 

Per cambiare il mondo si può partire anche dalle piccole azioni che spesso creano grandi risultati!

 

Fonti: onuitalia.it , corriere.it

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