#GreenMediaMonday: Doing more to B the Change

#GreenMediaMonday: la rubrica di news sulla sostenibilità di Green Media Lab.

Questo mese dedicheremo due appuntamenti alle B-Corporation, per celebrare il B Corp Month.

La prima certificazione B Corp risale al 2007. Ad oggi vi sono più di 3000 aziende certificate in più di 70 paesi e più di 100.000 ne utilizzano gli strumenti messi a disposizione gratuitamente dal movimento per valutare il loro operato e porsi nuovi obiettivi.

Ma facciamo un passo indietro.

Nell’ultimo decennio è iniziata una trasformazione del paradigma economico.  Dalla shareholders economy (il cui lo scopo è la massimizzazione del profitto per i detentori di titoli azionari) ad una stakeholders economy.

Ma chi sono gli stakeholders e cosa vuol dire una stakeholders economy?

La definizione identificava gli stakeholders come l’insieme dei soggetti o degli enti con un interesse diretto o indiretto nelle attività di un’organizzazione.
In base al livello di interesse, la teoria economica divide gli stakeholders in primari e secondari.
Nella prima categoria si trovano gli individui direttamente coinvolti dalle attività dell’impresa (dipendenti, clienti, fornitori, creditori e azionisti) . Nella seconda categoria ci sono invece soggetti indirettamente connessi con l’organizzazione (istituzioni, comunità, associazioni, media, ecc).

Questi concetti sono stati ripresi con maggior attenzione durante il World Economic Forum a Davos poco più di un mese fa. (ne parlavamo nell’articolo il Manifesto di Davos 2020)

Il primo utilizzatore del termine stakeholders però fu Freeman nel 1963 in “Strategic Management: a Stakeholder Approach”.

Nel 1987 all’interno del report di Brundtland si inizia a contestare l’approccio antropocentrico delle teorie economico-sociali dell’epoca. Da quel momento ambiente e biodiversità, definiti come Capitale Naturale, vengono identificati come veri e propri stakeholders. Essi sono portatori d’interesse fondamentali per l’uomo, in quanto da questi egli trae gli input produttivi.

La nascita di B Corp

Nel 2004 tre imprenditori sociali statunitensi iniziarono ad indagare quale fosse il progetto più utile ed ambizioso per raggiungere tale scopo, uniti dal profondo desiderio di creare un’attività con ricadute positive sull’insieme degli stakeholders.
Il momento di svolta si ebbe quando i tre si resero conto che non mancavano le attività o i progetti con finalità socio ambientali, ma un framework legale e di un insieme di strumenti che aiutassero tali imprenditori nella loro missione.
Nasce così B Lab, ente non-profit con sede a Wayne, Pennsylvania, che ha creato e promuove la certificazione B Corporation.
La “B” sta per beneficio e certifica le aziende che volontariamente soddisfano i più elevati standard di trasparenza, responsabilità e sostenibilità. L’obiettivo è creare valore per la società, un impatto positivo sulle persone e sull’ambiente non solo per gli attori tradizionali come gli azionisti.

B Corp è Interdipendenza e Trasparenza.
Due obiettivi primari del movimento, due concetti e due modi di agire.
Per interdipendenza si intende che le imprese sono consapevoli che attraverso un’unione di intenti e strategie si può raggiungere risultati e obiettivi più ambiziosi.
La trasparenza, secondo grande pilastro del movimento, è un principio vissuto in maniera estremamente pratica. B-Lab mette a disposizione gratuitamente il B Impact Assessment, un sistema di valutazione telematica che ha come scopo la valutazione delle aziende nelle 5 aree focus: governance, workers, clients, community, environment.

Siamo orgogliosi di dire che dal 2018 anche Green Media Lab si è unita al movimento delle B-corp con l’intento di contribuire alla creazione di un mondo migliore e più equo.

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