#GreenMediaMonday: moda e sostenibilità, una questione di valore

#GreenMediaMonday: la rubrica di news sulla sostenibilità di Green Media Lab.

Un’altra Milano Fashion Week volge al termine e anche quest’anno il tema della fashion sustainability ha sfilato su molte delle passerelle meneghine. 

Sostenibilità implica un comportamento responsabile, inteso come creazione di valore per tutte le parti del sistema interessate. Il termine rimane, infatti, privo di significato se non viene accompagnato da un nuovo modo di concepire il valore. Non ci si può limitare alla semplice creazione di un profitto da dividere tra shareholders. Il concetto di valore deve diventare condiviso e rispondere ai bisogni e alle sfide che caratterizzano la società attuale. 

Mai come in questi tempi si parla di sostenibilità e di rispetto per l’ambiente, ma la fashion week e la moda non hanno scoperto solo oggi questi temi. Chiunque lavori nella filiera ha necessariamente coscienza degli effetti inquinanti intrinseci nell’industria tessile. 

La cosiddetta svolta verde non è però un fenomeno recente, ma una forte spinta ad accelerare ogni comportamento virtuoso e ad aumentare la cooperazione all’interno dei settori è arrivata dai consumatori e dalle generazioni più giovani. Emblematico il Fashion Pact annunciato alla fine di agosto in Francia, che ora conta quasi 60 aziende aderenti, contro le 32 iniziali, dal fast fashion al lusso. 

Il libro su moda e sostenibilità: Fashion Industry 2030.

La sostenibilità nel settore moda è quindi sempre più rilevante. Chiediamo il perchè a Francesca Romana Rinaldi, autrice del libro Fashion Industry 2030 (Bocconi University Press, 2019).

Francesca afferma.

“I problemi sociali sono sempre maggiori. L’ambiente sta soffrendo. I consumatori acquistano di più e usano sempre meno. Gli stock di magazzino crescono. Una rivoluzione è oggi necessaria per poter avere un’industria della moda nettamente più responsabile entro il 2030. Dal mio punto di vista il termine sostenibilità dovrebbe essere utilizzato se e solo se le aziende saranno in grado di rimodellare i processi e le attività della loro catena del valore. Azioni possibili solo attraverso i driver della trasparenza e tracciabilità, circolarità e consumo collaborativo”.

 

Interrogandosi sul futuro del settore nel 2030, l’Autrice afferma che i cambiamenti possono essere riassunti in sei punti.

  1. Le catene del valore saranno tracciabili e trasparenti.

Entro il 2030, le catene del valore delle aziende moda saranno tracciabili e trasparenti. Affronteranno le sfide legate alla mappatura delle filiere globali e alla condivisione di contenuti che raccontano ciò che sta dietro ai prodotti attraverso etichette intelligenti.

 

  1. Il coinvolgimento del consumatore in un modello “take-make-remake” sarà fonte di vantaggio competitivo.

Le aziende del settore moda coinvolgeranno i consumatori nelle loro catene del valore circolari, offrendo svariate opzioni per prolungare la vita del prodotto. Il segmento di consumatori che considera la qualità più importante della qualità diventerà sempre più ampio.

 

  1. La raccolta e analisi dei dati sarà sempre più ampia al fine di supportare la creatività umana con tecnologie innovative.

Le aziende moda analizzeranno ed utilizzeranno un elevato numero di dati relativi ai consumatori. Grazie all’intelligenza artificiale sarà possibile creare esperienze efficaci, in cui tutti gli stakeholders saranno attivi nelle catene del valore.

 

  1. Le aziende moda garantiranno centralità, coinvolgimento e inclusività del consumatore.

Le esigenze del consumatore saranno messe al centro attraverso la personalizzazione del prodotto, le collezioni on demand, l’approccio omnicanale, il transmedia storytelling e la comunicazione one-to-one. L’industria sarà molto più inclusiva.

 

  1. Ci sarà un passaggio graduale dal prodotto al servizio. 

Le aziende di moda si muoveranno dalla produzione e distribuzione di prodotti all’offerta di servizi più personalizzati come la riparazione, il noleggio e la ricommercializzazione. In futuro i nostri armadi saranno connessi.

 

  1. I profitti saranno realizzati senza danneggiare l’ambiente o la società. 

Le aziende di moda che avranno successo saranno in grado di integrare estetica, etica e innovazione responsabile.

Il sempre maggior coinvolgimento dei consumatori porterà ad un aumento delle loro richieste nei confronti delle aziende. Saranno fondamentali trasparenza e azioni volte a essere più sostenibili e favorire un cambio culturale, che porti ad un’economia circolare. Se da un lato le aziende saranno caricate di responsabilità, così anche i consumatori, che avranno il potere di comprare meno ma meglio. Nel breve termine a tutti sembrerà di fare qualche sacrificio, ma nel medio termine si smetterà di dare un prezzo alle cose, preferendo assegnare loro un valore.

 

Cosa stiamo aspettando?

 

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