Team building di Green Media Lab: People Inside

Capita spesso che entrando all’interno D17 di via Savona, civico 97, alle scrivanie di Green Media Lab qualche account non si trovi alla propria postazione. Capita spesso anche che non se ne trovino parecchi, e che le IG stories rivelino dove sono: gare estreme sul cucuzzolo di una qualche montagna, in mezzo al mare, in aereo verso l’headquarter di un cliente, in viaggio con giornalisti e influencer, a workshop, conferenze stampa, impegnati in briefing e debriefing. Ma è davvero un caso straordinario che per due intere giornate il loft Green Media Lab sia deserto, silenzioso.

Un lunedì e un martedì, tutta una squadra partita: bagagli (essenziali), GoPro cariche, abbigliamento tecnico e una carica di adrenalina che ti informicola le mani e accende lo sguardo. Per due giorni completi GML si è trasferita in Val Viola, in provincia di Sondrio, per dedicarsi, a tempo pieno e mente aperta, a un’eccezionale attività di team building.

 

Architettata con cura e precisione certosina grazie all’aiuto di “MAP, l’aula più grande del mondo”, l’avventura a cui la “GML people” ha preso parte è una combinazione di sforzo fisico e psicologico finalizzata a migliorare il proprio spirito di squadra e di collaborazione, un atteggiamento che, giorno dopo giorno, si rivela sempre più cruciale nell’ambito di professioni dinamiche e mutevoli come quelle legate alla comunicazione.

 

Il filo conduttore, ça va sans dire, non poteva che essere l’outdoor. Immergersi nella natura, tra le montagne, e sperimentare il silenzio degli oltre 2.000 metri e la digital detox – che meraviglia di tanto in tanto l’assenza di connessione! –  per concentrarsi solo sul focus del progetto, lontano dalla luce dei monitor e dall’afa milanese. Diverse le sfide che GML ha affrontato: fisico-sportive, strategiche, metereologiche e soprattutto umane: dai percorsi offroad in sella alle e-bike, alle passeggiate bendati con il braccio dei colleghi come unico riferimento, dall’arrampicata a 15 metri di altezza alle “battaglie” sul terreno della logica e della strategia, dalle sfidanti prove a tempo fino alla serata con le chitarre (e qualche grappa artigianale), e poi dormire in camerata, per rendersi conto che anche l’indomani si può preservare la complicità che buio e stanchezza sanno creare.

 

Nel fare sicura a chi arrampica, lo osservi, guardi se è in tensione (sia il collega che la corda), dai dei suggerimenti e lo incoraggi, e chi è là sopra, sale solo se è convinto che non lo farai cadere, e quando non ha idea di dove mettere un piede o è vittima delle vertigini, avverte con ogni fibra del corpo le vibrazioni della voce del compagno, che ha l’enorme potere di tranquillizzare e spronare ad arrivare fin su, al moschettone-obiettivo. Sparati “a cannone” sullo sterrato con l’e-bike, al bivio c’è sempre la sosta, dove gli irrequieti aspettano i prudenti, il gruppo si ricompatta, e mentre svuota la borraccia si scambia pareri tecnici su che livello di motore elettrico (green mica per niente) ha usato per l’ultima salita. Chi ha portato la crema solare? Qualcuno mi presta il caricabatterie del telefono (non prende, ma le foto le fai lo stesso)? La fiducia e la confidenza sono un percorso, e un’attività dopo l’altra, seduti in cerchio, senza gerarchie, senza riunioni e senza call, GML si è messa in gioco per sviscerare il tema e individuare le soluzioni per funzionare sempre meglio.

 

Dividi il team in due sottogruppi con lo stesso obiettivo, e in un attimo l’istinto umano ti porta a essere in competizione, ma quando ti rivelano che il parziale non conta ed è solo il risultato totale a determinare il successo o la battuta d’arresto, in un attimo tutta GML è lì a confabulare e decidere di sfruttare il numero di tentativi a disposizione per provare tutte le strategie possibili e portare a casa il risultato. Perché è facile parlare di condivisione di know-how e di sinergia, ma la riprova, più intensa e credibile in una situazione decontestualizzata, è decisamente più efficace.

 

Serious-Fun activity”, e non scherzavano. GML prende nota, discute, si affida alla strategia ora dell’uno ora dell’altro, e dopo ogni step dell’agenda c’è qualcosa in più che si è imparato degli altri e di sé. Quello che ti porti a casa è la consapevolezza nuova che le persone in un ufficio formano, ogni giorno, un amalgama di talenti, peculiarità caratteriali e idee differenti, talvolta in disaccordo, ma possono imparare a muoversi benissimo assieme, sfruttando le doti più spiccate di ciascuno. Il giacimento di risorse da far fruttare è proprio lì, nel riuscire a vedere la fortuna di avere in squadra quello razionale e cauto, che procede con calma a passo costante o che sta sotto alla parete ad assicurare le corde, e lo sprinter che corre avanti, studia il sentiero e trascina gli altri a scoprire cosa c’è da esplorare oltre la salita. E alla fine, birrette per tutti.